Mio eroe

Autore: Giuliana Musso
ISBN: 9791259550057
16,5 x 23 cm; 80 pagine
Anno: 2021
Collana: Teatro
Direttore di Collana: Federica Mazzocchi
Progetto Grafico: Solchi graphic design

Mio eroe (2016) di Giuliana Musso è la seconda tappa di una trilogia dedicata al Teatro d’Indagine, preceduta da La fabbrica dei preti (2012) e seguita da Dentro (2020), entrambi pubblicati in questa collana.  

Mio eroe è un monumento di lacrime, ricordi e pensieri innalzato da tre donne alla memoria dei propri figli, giovani militari italiani uccisi durante la missione ISAF in Afghanistan (2003-2014). Storie ispirate a fatti realmente accaduti, a testimonianze dirette raccolte dall’autrice. 

Attraverso la cronaca degli eventi che hanno portato alla tragica morte dei loro figli, il pensiero delle madri affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità intorno al tema della guerra. La voce della mater dolorosa, da sempre relegata nello spazio degli affetti e del lamento, si apre un varco, esce dagli stereotipi e diventa discorso etico, filosofico, politico. In queste donne, la parola si libera dalla retorica militarista dell’eroe e pone interrogativi sulla sacralità della vita di tutti i figli. 

Giuliana Musso (Vicenza, 1970) è fra le autrici e attrici più rappresentative della scena teatrale contemporanea. Rimettere al centro il sentire dei corpi, l’esperienza dei singoli individui, e collegarli al flusso della Storia maggiore è il lavoro del suo Teatro d’Indagine: una dialettica intensa tra le testimonianze del ‘vivente’ e il piano storico, culturale, ideologico inscritto in quelle testimonianze.

Le sue scritture si nutrono del rapporto empatico e radicale dell’artista con il pubblico, dando vita a una lingua popolare e poetica, che rifiuta posizioni moralistiche a vantaggio di più complessi interrogativi etici. Effetto di queste drammaturgie è una vibrazione comunitaria che riattiva i nessi tra sé e gli altri, libera dal giudizio e promuove la comprensione. 

Fra i suoi testi anche Nati in casa (2001), Sexmachine (2005) e Tanti saluti (2008), una trilogia sui “fondamentali” della vita (nascita, sesso, morte). L’origine del patriarcato è il tema di La città ha fondamenta sopra un misfatto (2010), mentre l’adattamento alla violenza è il tema di La scimmia (2019).

Pluripremiato, il suo teatro è stato tradotto in varie lingue.