Gino Balzola, il pittore che scalava le montagne

A cura di A cura di Andrea Balzola e Pino Mantovani
ISBN: 978-88-8954-638-3
Formato 21 x 28 cm, 128 pagine a colori e in B/N
Anno: 2014
Collana: Cataloghi esposizioni
Progetto Grafico: Gino Balzola, il pittore che scalava le montagne

«L’arte non solo come strumento di espressione creativa, ma anche come strumento di impegno civile e di interesse antropologico». Giovanissimo partigiano garibaldino nella Liberazione di Torino, nel dopoguerra è militante politico e sindacale. Fotografo, alpinista istruttore e accademico del Club Alpino Italiano, inizia il suo percorso pittorico alla fine degli anni ‘50, allievo di Teonesto Deabate e poi di Filippo Scroppo. Disegna e dipinge le montagne e le “architetture tradizionali alpine”. Negli anni Sessanta indaga le contraddizioni della civiltà urbana e tecnologica, ritrae le case bombardate e demolite nel periodo post-bellico e i muri stratificati di tracce umane, fino ai “giochi di bimbi” che sfidano con la fantasia il disagio di un ambiente metropolitano totalmente artificiale e cementificato. La sua attività artistica si conclude prematuramente con il ciclo degli “orti urbani” (tra il 1979 e il 1982), luoghi di confine tra città e campagna, dove si esercita l’arte della sopravvivenza riciclando creativamente i materiali di scarto della società dei consumi.